Il nostro obiettivo: costruire un sistema che aiuti a uscire dai cicli che si ripetono. Al centro c’è l’individuazione del “collo di bottiglia”, cioè il fattore preciso che frena la tua crescita e il tuo sviluppo.
Introduzione
In ogni momento abbiamo un numero infinito di strade e di occasioni che possono portarci dove vogliamo arrivare. Spesso i limiti e le scuse che ci creiamo nascono dentro di noi. Per esempio: l’autocommiserazione, l’eccesso di protezione verso noi stessi, la voglia di restare nella zona di comfort.
D’altra parte, a volte ignoriamo i nostri limiti e ci spingiamo troppo in là, fino all’infortunio. Per esempio, i legamenti si adattano ai carichi molto più lentamente dei muscoli, e un allenamento di forza troppo intenso può fare danni.
Voglio cominciare dalla mentalità perché è la base di ogni crescita futura. Internet è pieno di esercizi per la forza delle dita, la resistenza e la tecnica, ma nella pratica è difficile metterli insieme in un sistema chiaro e unico. Senza il quadro d’insieme è difficile capire come si incastrano questi pezzi e come applicarli alla tua vita, alla tua condizione fisica e ai tuoi progressi.
La mente è come un muscolo: va allenata. Quando cominci ad arrampicare servono certe competenze, ma man mano che progredisci dovrai svilupparne di completamente nuove.
Il percorso di progressione
Dal 5 al 6 (scala francese)
La maggior parte delle persone ha già la base fisica necessaria. In questa fase devi rifinire la tecnica e superare le paure più elementari legate all’altezza. Serve uno sforzo modesto, e conta soprattutto assorbire più informazioni possibile.
Dal 6 al 7
Una tecnica più avanzata richiede una preparazione fisica maggiore. Vuol dire dedicare tempo non solo all’arrampicata ma anche all’allenamento fisico specifico. Più allenamento chiede più disciplina, e questo può significare cambiare lo stile di vita e la routine settimanale.
Dal 7 all’8
Qui c’è un lavoro strutturato su più capacità: tecnica, preparazione fisica, mobilità e coordinazione. Con più allenamento devi occuparti anche di recuperare bene. Il passo più semplice è dormire bene. Se vai a letto tardi e dormi poco, non recuperi, e questo può voler dire una settimana di allenamento buttata.
Dall’8 al 9 e oltre
È la fase in cui si affina la padronanza, e comporta molto lavoro di routine: disciplina, consapevolezza, pianificazione e allenamenti frequenti.
Passando da un grado all’altro non esisterà una sola soluzione ai tuoi problemi. Ogni nuovo livello richiederà di trovare nuove chiavi, perché saranno diverse da quelle che usavi prima.
Il modello ATPEM
Prima di entrare negli aspetti tecnici e fisiologici, voglio descrivere i livelli che dobbiamo tenere presenti in ogni momento.
Il modello ATPEM è una piramide a cinque livelli, dall’alto (il più visibile) al basso (la base più profonda). Il nome viene dalle iniziali inglesi: Actions, Tools, Planning, Environment, Mindset.
Livello 1 (in alto)
Azioni
Livello 2
Strumenti
Livello 3
Pianificazione
Livello 4
Ambiente
Livello 5 (in basso)
Mentalità
- Azioni (Livello 1, in alto) - Le cose concrete che fai per raggiungere i tuoi obiettivi
- Strumenti (Livello 2) - Attrezzatura, software, attrezzi da allenamento e informazioni che ti accompagnano nel percorso
- Pianificazione (Livello 3) - La strada che segui: il tuo piano di allenamento
- Ambiente (Livello 4) - Le persone che ti circondano e ti sostengono
- Mentalità (Livello 5, in basso, la base) - Principi personali, convinzioni, visione del mondo e abitudini: il fondamento di tutto
L’idea chiave:
La qualità delle nostre azioni dipende da strumenti, pianificazione, ambiente e mentalità. Quando i progressi si fermano, la soluzione sta spesso nell’esaminare un livello più profondo del sistema.
Livello 1: Azioni
Le azioni sembrano semplici: basta farle. Ma allo stesso tempo sono difficili. È un passaggio fondamentale, e senza questo passaggio non ci sono risultati. La qualità delle tue azioni decide i risultati che ottieni.

Valuta i tuoi risultati
Molto scarso: Mi alleno, ma continuo a infortunarmi, e ogni volta che recupero mi infortuno di nuovo. Questo schema che si ripete mostra un circolo vizioso: resto nello stesso ciclo di azioni.
Scarso: Mi alleno, ma non progredisco. Strano, no? Investi tempo e non vai avanti. Cosa c’è che non va nelle azioni che fai, se resti al palo?
Nella norma: Ti alleni, cresci a poco a poco, fai errori, ti prendi qualche piccolo infortunio mentre esplori i tuoi limiti, ma continui a crescere. Il tempo, però, lo usi ancora in modo poco efficiente.
Buono: Ti alleni e vedi progressi costanti. Usi il tempo in modo efficiente per migliorare.
Eccellente: Ogni sessione è ben pianificata e al massimo dell’efficienza. C’è un equilibrio ideale tra risultati e tempo investito.
Domande per riflettere:
- Scrivi tutte le azioni legate all’arrampicata che hanno portato a risultati precisi
- Cerca dei paralleli nella vita: in quali ambiti ti ritrovi in un circolo vizioso, e in quali vedi una crescita?
Livello 2: Strumenti
Se i tuoi risultati si ripetono o non ti soddisfano, vuol dire che devi cambiare le azioni. La domanda è: come cambi le azioni per ottenere un risultato diverso? Per farlo devi scendere di un livello e analizzare cosa succede lì.
Il livello degli strumenti comprende le cose che ci aiutano a ottenere risultati, a monitorare i progressi e a misurare i miglioramenti. Va dall’abbigliamento e dalle scarpette alle pareti, agli attrezzi per l’allenamento e ai software.
Limiti comuni
- Palestra piccola o poche prese
- Vie e blocchi cambiati troppo di rado
- Mancanza di attrezzi per l’allenamento
- Attrezzatura di scarsa qualità
Domande chiave:
- Qual è il fattore che frena i tuoi progressi, e quale strumento potrebbe aiutarti a superarlo?
- L’assenza di questo strumento si può compensare con qualcos’altro che dia un risultato simile?
Livello 3: Pianificazione
“Se avessi un’ora per risolvere un problema, e la mia vita dipendesse dalla soluzione, passerei i primi 55 minuti a formulare la domanda giusta; perché se fai la domanda giusta, il problema si risolve in meno di cinque minuti.” - Einstein
Puoi comprare l’attrezzatura migliore, guardare una montagna di video su YouTube, leggere ottimi libri sulla forza delle dita, andare nella palestra più avanzata, ma senza un piano ti resta solo un insieme di azioni caotiche che portano a risultati imprevedibili.
Gli atleti si allenano a cicli. Gli atleti olimpici puntano ad arrivare al picco di forma nel momento giusto per dare il meglio. La pianificazione ci aiuta a essere in forma al momento giusto. Quando vai a una cena pensi a cosa metterti; quando parli in pubblico prepari il discorso. In arrampicata la pianificazione ci dà risultati prevedibili.
Di solito la mancanza di un piano è legata alla mancanza di obiettivi. Quando hai un obiettivo, il cervello cerca il modo di raggiungerlo. Resta da vedere se hai la competenza per costruire un buon percorso verso l’obiettivo.
Livello 4: Ambiente
L’ambiente è un potente fattore esterno che ti sostiene e ti motiva. Gli esseri umani sono animali sociali, e hanno bisogno di sostegno e di approvazione. Per molti, stare fuori dal gruppo può essere vissuto come isolamento.
Domanda per riflettere:
Hai una comunità o delle persone in sintonia con te, che ti sostengono e ti aiutano?
Livello 5: Mentalità
La mentalità è il fondamento di tutto. Le nostre convinzioni, paure, principi e percezioni plasmano non solo le azioni ma anche i risultati che otteniamo in qualsiasi ambito della vita. Spesso la mentalità è il principale fattore limitante.
5 blocchi mentali comuni
1. Attaccamento alla zona di comfort
Molte persone non crescono perché, in modo consapevole o no, hanno paura di uscire dalla zona di comfort. Per loro è più facile continuare a fare ciò che già conoscono che affrontare nuove sfide.
Esempio: Sul lavoro, qualcuno svolge sempre bene i suoi compiti ma ha paura di assumersi nuovi progetti o nuove responsabilità. Resta nella stessa posizione per anni, anche se avrebbe potuto fare carriera.
2. Paura del fallimento e delle critiche
Questa paura nasce spesso in chi tende al perfezionismo. Chi è fatto così pensa che, se una cosa non può farla alla perfezione, sia meglio non farla affatto.
Esempio: Un giovane imprenditore ha paura di lanciare un nuovo prodotto perché pensa che non sia perfetto. Rimanda il lancio per piccoli dettagli, per paura dei feedback negativi.
3. Convinzioni negative e limiti interiori
Molte persone non si rendono conto che le loro convinzioni interiori sono gli ostacoli che bloccano il loro successo. Possono essere pensieri come “non sono all’altezza”, “per me è troppo difficile”.
Esempio: Qualcuno vuole cominciare ad allenarsi ma ha la convinzione che “sono tutti più bravi di me” o “non sono abbastanza forte per arrampicare”. Questo limite interiore gli impedisce perfino di provarci.
4. Paura dei grandi obiettivi e della responsabilità
A volte si evita di crescere perché si capisce che i grandi obiettivi richiedono grandi impegni. Più obiettivi raggiungi, più sale il livello di responsabilità.
Esempio: A un dipendente viene offerta una promozione con uno stipendio più alto, ma rifiuta perché teme la responsabilità di gestire nuovi colleghi e progetti complessi.
5. Paura del cambiamento e dell’ignoto
Spesso si evita il cambiamento perché l’ignoto fa paura. Anche se la situazione attuale non è ideale, è familiare e prevedibile.
Esempio: Qualcuno sa che il suo lavoro non gli dà più soddisfazione né possibilità di crescita, ma non lo cambia per paura di un nuovo posto di lavoro.
Per finire
Ogni livello (Azioni, Strumenti, Pianificazione, Ambiente e Mentalità) conta a modo suo, e ognuno richiede la sua profondità. Quando tutto funziona basta agire e seguire il piano. Ma quando compare il caos o qualcosa non torna, è importante fermarsi e scendere di un livello, più vicino alla radice del problema.
A volte il problema sta negli strumenti, a volte nel piano o nell’ambiente, e a volte nelle fondamenta stesse: la tua mentalità. Scendendo alla vera origine ed esaminando il sistema più a fondo, puoi ritrovare l’equilibrio, fare chiarezza e continuare a progredire con più fiducia e stabilità.
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